08-09-10

6. GIORNATA IN ABRUZZO

Subito dopo colazione, ci avviamo verso sud. La corriera percorre l’autostrada verso l’entroterra Abruzzese. Dai finestrini scopriamo un paesaggio che ci è famigliare; delle colline verdeggianti, dei campi coltivati, dei paesi a mezza collina, eppure tutti hanno l’ansia di scoprire la dura realtà di una terra martoriata dal terremoto. Ne siamo risparmiati almeno fino alla nostra prima tappa. Dopo circa 80 chilometri arriviamo in una bella cittadina, patria del confetto: Sulmona.

Ad accoglierci nella Fabbrica di confetti Pelino, il Signor Ranalli, che oltre a servirci da perfetto cicerone si è dimostrato di una grand’amabilità.

In questo posto non solo si fabbricano degli ottimi confetti senza glutine, ma negli anni è diventato un prestigioso museo dei confetti. Siamo passati da una sorpresa all’altra. Dal primo telefono della zona alla fotografia della prima automobile del luogo. Dal padrone della fabbrica che prestava le posate ai suoi dipendenti per le feste di matrimoni che si facevano in casa al contenitore di confetti del gran poeta Marchigiano Giacomo Leopardi. Infatti, il nostro somma poeta aveva l’abitudine di succhiare i confetti alla cannella della fabbrica Pelino. Dopo la morte, la famiglia ha donato la scatoletta nella quale il poeta teneva i confetti a museo della fabbrica.

Appena entrati nella fabbrica, si fa un passo indietro di 60 anni; dei bellissimi locali di legno lucido, le inservienti vestite con dei costumi d’epoca. Per andare al museo sì attraversa una galleria dei sogni: tutte bomboniere a destra e a sinistra, di tutti i colori, di varie forme. Ogni 15 metri un tavolino sul quale delle donne preparano le confezioni, da mandare in tutto il mondo. Un’atmosfera ovattata che rimanda ancora più indietro nel tempo. Arrivati all’inizio del museo si va di sorpresa in sorpresa. Il Signor Ranalli è riuscito a creare l’atmosfera giusta per un viaggio nella storia del luogo. Dopo gli acquisti ci si è recati al centro del paese di Sulmona per una visita libera. Non solo non pioveva, ma c’era anche il mercato e questo a gran gioia dei partecipanti. Immancabilmente è stato preso d’assalto lo stand con la porchetta. Il vostro servitore si è fatto convincere da un panino con la salsiccia di fegato; che bontà!

 Tutti appagati, si riparte all’inizio del pomeriggio, verso il Santuario di San Gabriele a ridosso dell’Aquila. Remo ha illustrato il paesaggio che sfilava davanti a noi, purtroppo ben presto ci si è presentato il desolato spettacolo delle rovine, delle case diroccate, dei prefabbricati che accolgono le vittime del terremoto. Dobbiamo riconoscere di non avere visto delle tende.

Arrivati a San Gabriele, abbiamo posato per la fotografia di gruppo sulla scalinata della vecchia chiesa. Nel numero di settembre dell’Eco di San Gabriele è stata pubblicata la fotografia del nostro gruppo. Sapevate che questo Santo è venerato come il Santo dei bambini?

Il nostro programma prevedeva la visita della Fortezza di Civitella del Tronto, ma abbiamo fatto tardi e quindi ci siamo recati a Giulianova dove abbiamo avuto poco più di un’ora libera per girare il paese e fare compere.

Infine eccoci a casa per preparaci per la cena e per la serata.

Dopo cena, una parte del gruppo si è recata sotto la guida di Pierpaolo a Corropoli, un paesino non lontano da Tortoreto Lido. Nella piazza centrale, Pierpaolo ci ha raccontato la storia di questo bel paesino. Ad un certo punto ci ha raggiunto il sindaco Umberto D'Annuntiis che ci ha portato il saluto della sua amministrazione. Il sindaco ci ha ventilato la sua disponibilità a collaborare con la nostra associazione.

 

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 Il sindaco Umberto d'Annuntiis

 

Dopo aver percorso alcune strade del centro storico siamo tornati all’albergo. Curiosità: c’è l’usanza di farsi per tre volte il segno della croce quando si passa davanti alla chiesa di Sant’Agnese che è anche  Santuario Mariano della Madonna del Sabato Santo.

Interno della chiesa di Sant'Agneseb_chiesaSS.jpg

In albergo ci si è preparati alla notte ristoratrice con canti e giochi a carte. Curiosità: c’era un uccellino che voleva volare, ma non sapeva dove. Questo uccellino era della comare.

Alcuni canterini, sono rimasti fino a tarda notte, mentre gli altri sono andati a risposarsi per affrontare, l'indomani pieni d’energia, la giornata più impegnativa del viaggio.

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21:48 Gepost door Per il comitato in VIAGGIO CULTURALE | Permalink | Commentaren (0) |  Facebook |

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