25-05-10

DISCORSO DEL SINDACO DI ARCEVIA IN OCCASIONE DEL 66° ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DEL MONTE SANT'ANGELO

QUI VIVONO PER SEMPRE GLI OCCHI CHE FURONO CHIUSI ALLA LUCE PERCHE' TUTTI LI AVESSERO APERTI PER SEMPRE ALLA LUCE

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Queste la parole conclusive del dicorso del sindaco di Arcevia in occasione del 66° anniversario dell'Eccisio del Monte Sant'Angelo. Pubblichiamo il suo discorso:

Nel giorno della commemorazione dell'Eccidio di Monte Sant'Angelo, celebrato lo scorso week end ad Arcevia, il sindaco Bomprezzi ha tenuto un discorso sull'importanza di questa data. Eccolo per intero.

Voglio porgere un saluto caloroso a tutti i presenti, autorità militari e civili, e a tutte le persone che sono qui oggi a commemorare l'Eccidio del Monte s. Angelo; un saluto caloroso a tutti coloro che ancora oggi credono nella Costituzione, nei valori della Resistenza e della lotta di Liberazione...un saluto a tutti i partigiani, a tutti gli antifascisti, a tutti coloro che lottano contro l'indifferenza di questi tempi, un saluto a a tutti i coraggiosi che portano avanti con forza e passione il loro impegno politico sociale lavorativo senza rinnegare le proprie idee e i valori fondanti il nostro Stato; un saluto a tutti coloro che si indignano, che hanno il coraggio di contrastare il qualunquismo e la demagogia imperante, un saluto a tutti coloro che non si rassegnano al degrado culturale economico del nostro Paese, un saluto a tutti gli amministratori che resistono in questi tempi bui e che difendono con le unghie e con i denti le loro comunità; un saluto a tutti i bambini, ragazzi, giovani che vogliono conoscere la storia del loro paese e non hanno paura del loro futuro....insomma, un saluto a tutti i Resistenti, a tutti gli amanti della libertà, a tutti i custodi della nostra patria...

Quest'anno inizia un percorso nuovo per rinnovare e rilanciare la commemorazione del 4 maggio, che deve diventare oggi più di ieri un appuntamento fondamentale della Regione Marche. Vogliamo coinvolgere le nuove generazioni in questo progetto che nell'arco dei 5 anni dovrà portare ad un nuovo modo di vivere e commemorare i tragici eventi del monte s. Angelo, emblema dei tanti martiri che hanno perso la vita per dare. Abbiamo iniziato il cammino costruendo nuovi rapporti e legami con quelle istituzioni che lavorano per ricordare e valorizzare momenti fondamentali della storia italiana, dando un respiro nazionale all'evento, coinvolgendo città e istituti prestigiosi. Abbiamo aderito all'Istituto Cervi di Reggio Emilia, che subito ha collaborato con noi presentando ieri sera la riedizione del volume sui sette fratelli Cervi e partecipando oggi con la sua presidente, oratrice ufficiale, che qui ringrazio vivamente. Inoltre sono molto lieto del messaggio del sindaco del comune di Marzabotto, uno dei simboli della Resistenza, con cui abbiamo iniziato una proficua collaborazione. Siamo inoltre tornati con forza nelle scuole, fucina del futuro, e quindi ringrazio i docenti e la dirigente che si sono impegnati a fondo in alcuni progetti 1. il consiglio comunale dei ragazzi, grazie al lavoro assiduo dei docenti, ha lavorato molto sulla Resistenza; 2. c'è stato un laboratorio teatrale finanziato dall'amministrazione comunale e dalla comunità montana, che ha prodotto uno rappresentazione teatrale commovente sull'eccidio di Montefortino, uno degli eventi più inquietanti e terribili accaduti in Arcevia, quando 11 giovani partigiani, il 4 maggio del '44, vennero torturati e uccisi dai nazifascisti 3.è stato riedito grazie al lavoro del CAD, un dvd del 1994, che narra con le parole di bambini delle elementari, la storia della resistenza in Arcevia... uova immagine, nuovo linguaggio: Monumento da valorizzare...

I tragici eventi del 4 maggio, emblema della lotta di liberazione nelle Marche, vanno riportati dal mito alla storia...il mito è fondamentale eterna...ma noi abbiamo bisogno di ridare volto, carne, passioni, contesto a chi è stato trucidato in una guerra orribile... mi sono reso conto che più passa il tempo e più questi martiri li conosciamo poco, sono dei nomi incisi nelle lapidi e mito...ma erano ragazzi in carne ed ossa che vivevano si emozionavamo e sono stati strappati alla vita in modo brutale. C'è ancora molto da fare per recuperare la memoria e non dobbiamo aver paura di farlo prima di tutto per rendere un vero omaggio a queste persone e alle loro famiglie e a tutta la comunità. Lasciamo spazio agli uomini che ancora possono raccontare la loro esperienza Il mito si alimenta smitizzandolo e ricreandolo rivitalizzandolo giornalmente...se no muore, perde d'intensità, si svuota di senso e allora arrivano gli ignoranti o i furbi che gettano fango, che distruggono...non è il tempo della paura ma è il tempo del coraggio, del parlar chiaro...non dobbiamo subire passivamente ma agire attivamente non solo per difendere ma per rilanciare con nuove idee immagini parole e stili. La Resistenza ha bisogno oggi di questo....che entri la vita la carne la passione tra le nude lapidi spaccate e circondate d'erba...dobbiamo recuperare il senso civico del dovere per sconfiggere gli egoisti gli opportunisti i qualunquisti...

E allora faccio un appello per il Monumento del monte s. Angelo, che ha bisogno urgentemente di un restauro conservativo e di una valorizzazione semplice ma necessaria...mi appello alle istituzioni oggi presenti, perché si impegnino insieme a noi a ridare dignità a questo sacrario, per farlo diventare non solo un luogo di ricordo ma anche un luogo della storia, un luogo didattico, comprensibile anche alle nuove generazioni. In ultimo voglio sottolineare con forza quanto sia importante oggi recuperare quel rapporto stretto tra risorgimento e unità d'Italia e resistenza Repubblica e costituzione...per troppo tempo gli italiani hanno sbeffeggiato la loro patria, hanno misconosciuto il Risorgimento e hanno lasciato i valori della patria ad altri, anche purtroppo chi difendeva i valori della Resistenza e dell'antifascismo...no, così non si può...grazie ad alcuni presidenti della Repubblica, abbiamo recuperato il senso della patria della difesa della nostra nazione e dobbiamo completare questo percorso con una difesa dei valori del risorgimento e dell'uinità d'Italia sempre più messa in discussione da tanti fronti...difendere il risorgimento e la patria significa difendere i valori della Repubblica e della Costituzione.... tanto più oggi, un tempo in cui si sbeffeggiano i valori della patria e della libertà i loro simboli...che è sempre conquista

Vi lascio con i brevi versi che il grande Giuseppe Ungaretti donò ai morti per la Resistenza...pensiamoli legati a tutti i nostri caduti, alla famiglia Mazzarini, ai partigiani, ai civili uccisi durante la barbarie nazifascista: QUI VIVONO PER SEMPRE GLI OCCHI CHE FURONO CHIUSI ALLA LUCE PERCHE' TUTTI LI AVESSERO APERTI PER SEMPRE ALLA LUCE

08:51 Gepost door Per il comitato in ATTUALITÀ | Permalink | Commentaren (0) |  Facebook |

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